Agata Torelli vincitrice del concorso “Evanescence” promosso da Alain Leporati racconta la sua opera.
Titolo: La fusione
Anno: 2019
Tecnica: manichino, performance con supporti prostetici, durata variabile
L’uomo ha sempre cercato di costruire un’immagine di sé nella quale ritrovarsi, che è una falsificazione ricca di fascino. La Fusione riflette sul manichino come dimostrazione di questo rispecchiamento in un’immagine perfettibile. Concentrandosi su alcune zone problematiche, le protesi costruite e indossate dall’artista confrontano il corpo umano e quello artificiale e mostrano le loro insufficienze. Carne, che non può allungarsi e levigarsi. Plastica, che non può tradursi in materia biologica.
Agata Torelli (Casalmaggiore, 1995) si forma parallelamente presso la compagnia sperimentale Teatro Magro e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Sviluppa una pratica prettamente performativa, che associa le riflessioni sulle necessità corporee alla creazione di dispositivi che supportano l’azione. Tra le ultime attività si segnalano Artworks that ideas can buy (2019, Artefiera) di e con Cesare Pietroiusti, e Prospect EVA (2019, Live Arts Week VIII) di Michele Rizzo e Billy Bultheel.